Arab Fashion Week FW16

Il bello del mondo moda è che sempre più frequentemente nasce qualcosa di nuovo, una brezza dal sapore diverso che fa aguzzare le orecchie e ti fa chiedere “chi/cosa” “come” “perché”. La metà di Marzo ha visto spostarsi i riflettori delle passerelle a Dubai, dove si è svolta la seconda edizione della Arab Fashion Week. Mettiamo la retromarcia e vediamo di rispondere ai tre quesiti sopra riportati.
Gli Emirati Arabi si sono rivelati negli ultimi anni un incubatore estetico, dove arte e moda trovano pieno spazio e rappresentazione, grazie ad un pubblico sempre più interessato a questi due settori e ad una crescente sensibilità verso la qualità di ciò che si vuole comprare e vedere. L’Arab Fashion Week vede la sua nascita nella prima edizione datata Novembre 2015, dietro l’organizzazione maestra dell’Arabian Fashion Council, di cui è presidente onorario Mario Boselli, già Presidente della Camera Moda Italiana. Il lancio del primo evento era avvenuto in occasione della Milano Fashion Week SS16 e proprio allora era stato deciso che la settimana della moda araba sarebbe divenuta un appuntamento fisso biennale, come ogni fashion week che si rispetti. Un hub tra est ed ovest con un profumo internazionale. Gli stilisti partecipanti a questo evento non sono solo Medio-Orientali, ma provenienti da differenti parti del mondo, come USA, Sud Africa e Italia. Mi piace che anche il mio paese sia partecipe a questo tipo di iniziative, dove la bellezza e il talento dei miei connazionali può sbocciare e contribuire ad un dialogo interculturale.
Le collezioni sono incentrate su abiti ready couture, che presentano un connubio tra la fascia accessibile e l’haute couture: deve esserci quindi una rappresentazione di stili differenti, con il fine di ascoltare i fabbisogni delle diverse categorie di consumatori. Il ready couture deve essere poliglotta, è un traduttore che forse in alcuni segmenti di mercato pratica ancora il chuchotage.
Il portale e-commerce Elilhaam ha supportato questo evento, inserendo alcuni degli abiti presentati tra il suo guardaroba online. Possiamo dire che proprio le piattaforme e-commerce si stanno rivelando un vero e proprio punto di incontro e discussione soprattuto per il mercato modest fashion e muslims oriented, che in questi ambienti possono trovare le loro clienti più esigenti.

Tra le designer locali troviamo Lamya Abedin, giovane creatrice proveniente dagli Emirati, la cui creatività è arrivata con irruenza nel suo percorso professionale, portandola a tradurre in creazioni tessili la diversità delle culture dei paesi nei quali ha vissuto, attraversando Europa, Paesi del Golfo e Nord Africa. Il suo inizio nel fashion ha a che fare con la creazione di abaya home made, come risposta ad una ricerca personale. Di necessità virtù o meglio dire una risposta ad un gap di mercato, che Lamya ha dato attraverso la creazione di una sua linea di abaya, Queen of Spade. La collezione che porta in passerella si ispira alle storie d’amore, True Love, puntando sulla lunghezza delle gonne, l’eleganza della seta con i motivi floreali,con tessuti damascati e di velluto, facendo trasparire quel senso di romantico d’altri tempi, stile Romeo & Giulietta.
Tra le italiane Laura Mancini, formatasi allo IED di Milano e successivamente alla Central Saint Martin di Londra, porta in scena la sua Double collection. Il colore degli abiti è deciso, c’è un color block definito, l’avvolgimento degli abiti è pieno e la delicatezza del tessuto si può percepire a vista d’occhio.
Infine una principessa saudita, Tiji Al Anoud, porta in scena abiti di ispirazione Japan, riproducendo le labbra delle piccole giapponesi con rossetti rosso magenta. E’ interessante perché ogni abito sembra rappresenti una dimensione individuale, quasi che brilli di luce propria: agli abiti bridal seguono quelli regali dai colori profondi del rosso e il nero,poi le nuances si distendono raggiungendo la raffinatezza del bianco, fino ad arrivare ai motivi naturali giapponesi che si dispongono sui tessuti leggeri, dove anche le lunghezze si accorciano.

Credo che questo tipo di iniziative debbano essere veicolate e girare con un passaparola piuttosto attivo. In fondo cosa c’è di meglio nel diffondere e valorizzare la bellezza del talento, soprattutto quando si tratta di avvicinarci e scoprire qualcosa che non conosciamo.

Possiamo rifarci gli occhi con la gallery delle creazioni presentate sul sito di Arab Fashion Week e dare uno sguardo ai video delle sfilate.

Photo credit Arab Fashion Week- Lamya Abedin FW16

Photo credit Arab Fashion Week- Lamya Abedin FW16

Photo credit Arab Fashion Week- Laura Mancini

Photo credit Arab Fashion Week- Laura Mancini FW16

Photo credit Arab Fashion Week- TIIYA FW16

Photo credit Arab Fashion Week- TIIYA FW16

FacebookTwitterGoogle+PinterestCondividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *