Parliamo di Modest , Elle Italia

Tra un jet lag e l’altro e un aereo un po’ scomodo, è ora di fare una pausa in Italia. Mentre mi trascino un bagaglio non proprio pret a porter, faccio incetta di letture per accompagnare il mio ritorno a casa. Non so se il mio spirito di ricerca sul Modest fashion si sia rivelato un sogno ricorrente, ma aprire una rivista in lingua italiana e trovare un articolo dedicato ad un topic a me caro, mi ha sicuramente elettrizzato.
L’articolo in questione è pubblicato sul numero di Aprile di Elle Italia..sì avete letto bene, Italia ed è un piccolo tuffo nel Modest. Partendo ovviamente dalle ipercitate collezioni di D&G, le capsule collection Ramadan di DKNY, Tommy Hilfiger, Valentino, nell’articolo-finestra si arriva a esplorare hautehijab.com e all’intervista alla splendida Alia Kahn di Islamic Fashion and Design Council. Credo sia la prima volta, in anni di millantate letture di riviste, che posso avere il piacere di gustare uno scorcio di questo tipo di moda. Vengono menzionate anche le Mipsters, le ambasciatrici modest hipsters che hanno trovato largo spazio negli USA, vicine di banco delle hipster hijabis che vi avevo presentato in occasione del World Hijab Day .

Non credo che il Modest appartenga solo a paesi come Qatar, Saudi Arabia, Iran e i loro vicini. Non andiamo troppo lontano, guardiamo cosa ci circonda. Quante donne di seconda di generazione muslims vivono,per esempio, in Italia? Chi di loro ama i colori, le fantasie, i tagli decisi degli abiti? Chi di loro potrebbe essere una mipster? Il Modest ha diverse sfaccettature, coinvolge anche abiti Minimal e se guardiamo alle ultime fashion week europee, qualcosa inizia a librarsi nell’aria.

Un aspetto molto importante, citato anche nell’articolo, è la ricerca dei materiali: la sostenibilità e l’etica nel creare un capo Modest, è uno dei principi cardine per ogni designer coinvolto in questo settore.
La moda è un riflesso culturale, storico, è lo specchio della società in cui un individuo partecipa, pertanto oltre ai brand haute couture rimaniamo in attesa , magari con in mano una buona tazza di tè, di vedere collezioni pret a porter (cover). Potrebbero essere bilingue e magari parlare molto bene Italiano.

Potete consultare l’articolo di Elle sul sito di Islamic Fashion and Design Council , oppure sfogliare la versione cartacea durante il vostro momento relax del weekend.

Buon weekend e buona lettura!

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